PATERNO – La questione rifiuti monopolizza l’agenda politica lucana e fornisce spunti di riflessione e di discussione, agitando le coscienze comunitarie. Paterno, purtroppo, vive una stagione singolare, confusionaria ed alquanto contraddittoria. La discarica di Moliterno, complice una sciagurata gestione del servizio di raccolta differenziata, è stata portata forzosamente al collasso con grave nocumento per le genti valligiane. Proprio la raccolta differenziata, infatti, diventata obbligatoria con il Decreto Legislativo numero 22 del 1997, rappresenta uno dei nodi cruciali della vicenda. Era soprattutto nella corretta utilizzazione del servizio di raccolta differenziata che si sarebbe dovuta intravedere una soluzione che avesse limitato gli effetti nefasti della difficoltà dello smaltimento degli eccessivi rifiuti solidi urbani. Secondo una recente stima indicativa nazionale, circa il 64 per cento dei rifiuti sono composti da imballi tra cui in particolare plastica, carta, vetro, giornali e riviste. Ci sono Comuni lucani particolarmente virtuosi che attestano attorno al 30 per cento la percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti. A Paterno tale soglia supera di poco il 2 per cento. Praticamente una minuzia. I cassonetti sono spesso stracolmi a testimoniare una scarsa tempestività nel prelievo che avviene non si sa con quale cadenza, molti cittadini testimoniano di aver notato che i dipendenti dell’azienda deputata alla raccolta ed allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, nel ripulire i cassonetti della nettezza urbana, hanno pensato bene di raccogliere anche i tanti sacchetti della raccolta differenziata in esubero, adagiati lungo i cassonetti colmi, mischiandoli con la frazione umida. Ben si capisce, allora, l’ “implosione” della discarica di Moliterno. La risposta istituzionale genera ulteriore confusione. Da un lato il Sindaco Notarfrancesco palesa l’intenzione di razionalizzare maggiormente il servizio di raccolta differenziata che tempo fa si riteneva fosse uno degli ornamenti di cui fregiarsi a Paterno, dall’altro il Coordinatore dell’Intergruppo di minoranza del Consiglio Provinciale di Potenza, di cui il Sindaco di Paterno fa parte, afferma in conferenza stampa che “I Comuni tutti della provincia di Potenza sono legati fra di loro per quanto attiene la questione dei rifiuti: percentuali di produzione che si mescolano, percentuali di differenziato che non percorrono strade diverse, creando enormi ambiguità.” Bisognerebbe individuare colpe e responsabilità. C’è di più: mentre il Coordinatore Pace sostiene che “l’istituzione dell’Aato unica non risolverà il problema e, in compenso, creerà altri costi” il suo Consigliere Notarfrancesco, in veste di Sindaco di Paterno, ha approvato, nell’ultima assise consiliare, con i soli voti favorevoli della maggioranza ed i voti contrari dei gruppi di opposizione, lo Schema di Convenzione e lo Statuto dell’Autorità d’Ambito Rifiuti Basilicata. A questo punto qualcuno aiuti i cittadini di Paterno a capire.
Nuario Fortunato
Fonte: Il Quotidiano della Basilicata – Settembre 2009
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