giovedì 17 settembre 2009

Contro l'insensatezza di tutte le guerre

Nello spaventoso attacco kamikaze di oggi in Afganisthan sono morte 21 persone (15 civili afgani e 6 militari italiani): tantissimi i feriti. Le nostre condoglianze alle famiglie di tutte le vittime. Anche questa volta - non dimentichiamo Raffaele Ciriello, assassinato a Ramallah il 13 Marzo 2002 - la nostra terra perde un pezzo della sua ricchezza più grande, la gioventù: Antonio Fortunato non è più con noi. Ci stringiamo fortemente intorno alle/ai sue/i care/i. Non ci piace la retorica e ci chiamiamo fuori da chi dice che c’è un tempo per tutto. E perciò una riflessione la vogliamo già fare. Mentre il mondo - cattolico e musulmano - oggi piange, un altro mondo sorride: è quello dell’industria bellica , che continua a produrre mine anti-uomo, anti-carro e qualsiasi sorta di armamento senza soluzione né di crisi né di continuità, né di religione né di etica. Sorride perché per una bomba che è esplosa bisognerà fornirne un’altra al prossimo kamikaze; perché i mitragliatori per difendersi dovranno essere sempre più efficaci (magari al fosforo bianco). Ed altri Antonio ed altri Raffaele moriranno affinchè altre bombe possano esplodere. Tra una mina e l’altra, i martoriati ed i feriti: chi senza una gamba, chi senza un braccio, con le tante Teresa Sarti (ciao Teresa) ad intervenire sul campo con il piccolo esercito del Volontariato. Davvero si può dare - ancora una volta - ragione ad Einstein, quando dice che la “Terza guerra mondiale io non so con quali armi sarà combattuta, ma la Quarta sicuramente lo sarà a colpi di pietra e di clava”. Il sacrificio di Antonio ci dice proprio questo. L’Umanità sta perdendo il suo senso: troviamole un appiglio. Non disperdiamo il valore dei morti, militari e civili, nei troppi campi di battaglia.

Nessun commento:

Posta un commento