domenica 24 gennaio 2010

A Paterno è strappo sull'acqua

PATERNO – Ha creato sconcerto, inquietudine, incredulità, nella popolazione di Paterno, la notizia della mancata approvazione da parte del Consiglio comunale della Proposta di Deliberazione, avanzata dal Consigliere di minoranza Maico Fortunato, avente ad oggetto “Acqua e servizi idrici”. Il Consigliere del gruppo gruppo “Paterno Popolare” chiedeva al Consiglio comunale di Paterno di impegnarsi a: “Riconoscere anche nel proprio Statuto Comunale, integrandolo, il Diritto umano all'acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico; riconoscere anche nel proprio Statuto Comunale che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli Artt. 31 e 114 del d. Lgs n. 267/2000; promuovere nel proprio territorio una Cultura di salvaguardia della risorsa idrica e di iniziativa per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato; sottoporre all’Assemblea dell’Ambito Territoriale Ottimale di Basilicata l’approvazione delle proposte e degli impegni richiamati ed inoltre la sensibilizzazione all’importanza della riduzione dei consumi di acqua in eccesso attraverso informazione, incentivi, nonché attraverso una modulazione della tariffa tale da garantire la gratuità di almeno 50 litri per persona al giorno in aggiunta ad altri 30 litri, in quanto Comune macrofornitore ed appartenente al bacino fluviale dell’Agri”. La proposta è stata rigettata con i voti contrari di una maggioranza che, già contraddistintasi per inefficienza politica ed inefficacia amministrativa, riconferma la propria miopia ed il proprio disinteresse per le sorti di Paterno, relegando il paese in un irreversibile stato di dormienza degenerativa. Vien da chiedersi come si possa, dinanzi alla bontà ed alla genuinità di una proposta dalla valenza oggettiva, anteporre i “propri interessi di bottega” e la propria “avidità” al bene della collettività ed al miglioramento delle condizioni di vita comunitaria. Ci sono soluzioni, proposte, iniziative, che andrebbero condivise in nome del progresso comunitario. Ancora una volta, invece, si assiste alla sciagurata e disastrosa condotta di una maggioranza che non opera e che non consente ad altri di farlo, asservendo il destino del paese al becero e sistematico tentativo di non voler, ad ogni costo, legittimare la controparte politica. Chiaramente stizzito anche il Capogruppo di “Paterno Popolare”, Michele Cimetti, che asserisce: “Esprimo tutta la mia solidarietà e tutta la mia stima al collega Consigliere Fortunato per la meritoria iniziativa che ha posto in essere. E’ raccapricciante che l’Amministrazione comunale, nonostante le mirabolanti promesse e premesse, volti, di fatto, le spalle alla comunità paternese, palesando disinteresse e superficialità nei confronti di una tematica di stringente attualità e di rilevante importanza. Ancora una volta il nostro Sindaco, ispirato da un atavico servilismo ideologico e partigiano, ha preferito far prevalere la logica di appartenenza politico-partitica alla logica di appartenenza comunitaria”. Netta anche la presa di posizione del Capogruppo di “Idee in Comune”, Michele Grieco che, critico, dichiara: “Nella stessa seduta consiliare il Sindaco e la sua maggioranza hanno rigettato anche una mozione, da me precedentemente presentata, avente ad oggetto “Atto di protesta avverso la privatizzazione del Servizio Idrico”, mostrando così il Sindaco il solito, proverbiale menefreghismo nei confronti delle sorti della nostra comunità”.

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