giovedì 24 settembre 2009

Impianto nel degrado

PATERNO – Il coerente ed efficace utilizzo degli impianti sportivi, l’ottimale, o quantomeno l’ordinaria, gestione degli stessi, rappresentano un atavico ed annoso problema per molte amministrazioni locali che, sempre più spesso, lungi dall’individuare una strategia di rilancio di aree adibite alla pratica sportiva, finiscono per non garantirne neanche la più elementare manutenzione e la regolare custodia. Così strutture concepite e pensate come spazio da destinare all’uso pubblico, da asservire alla pratica dello sport agonistico, dilettantistico e professionistico, per il tempo libero dei cittadini nonché per favorire l’aggregazione o la solidarietà sociale, si trasformano in incontrollate terre di nessuno, funestate da razzie di qualsiasi natura, vandalismi, ad uso libero e libertario. Atti di inciviltà, improntati allo scarso senso civico, da stigmatizzare ma che trovano nell’incuria, nell’abbandono di strutture incustodite un motivo di amplificazione, quasi di giustificazione. Lo spettacolo che ci riserva il “Polivalente sportivo” di Paterno ha, poi, dell’inverosimile. Entriamo da un cancelletto, presente all’ingresso principale ed ultimamente spesso inspiegabilmente aperto, e, nostro malgrado, ci troviamo a dover fotografare un amaro ed asciutto scenario, fatto di abbandono, degrado svilente, tendente alla precarietà più assoluta. Attraversando il corridoio che divide l’area spogliatoi è possibile notare come il contatore che aziona l’illuminazione dell’impianto sia completamente accessibile in quanto privo di sportello; gli spogliatoi regalano uno spettacolo da “Terzo Mondo” e sembrano essere stati attraversati da un’invasione barbarica; ovunque vi sono rifiuti in ricordo di un recente torneo di calcetto; un lampioncino dell’illuminazione, presente sulle tribune, completamente divelto; la pista adibita alla pratica del pattinaggio a rotelle, che circonda il campetto, presenta numerose crepe nella pavimentazione; il campetto centrale, utilizzato per la pratica del calcetto e del tennis, sembra aver prestato il fianco a qualche scorribanda di Attila che ne ha spazzato via, oltre a pezzi di manto artificiale, addirittura una porta che invece giace smantellata sulla parte esterna della recinzione del campetto. Il problema principale è rappresentato dal fatto che non ben si capisce come sia possibile accedere alla fruizione dell’area e che, in mancanza di chiarezza, ognuno faccia come crede, utilizzando liberamente un’area gestita in maniera anomala. L’amministrazione comunale, infatti, ha stabilito, con deliberato di Giunta, le tariffe forfettarie per l’uso del “Polivalente” di Pantano senza adoperarsi per formulare un Regolamento per l’utilizzo dell’impianto sportivo in questione e anche di altri impianti sportivi comunali da approvare con deliberazione del Consiglio comunale, che è organo di massima rappresentanza e di massima espressione comunitaria, e da pubblicare, poi, all’Albo Pretorio Comunale.

Nuario Fortunato

Fonte: Il Quotidiano della Basilicata – Settembre 2009

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