PATERNO – Il Consigliere comunale di minoranza del Comune di Paterno, Maico Fortunato, ha presentato un Ordine del giorno avente ad oggetto “Acqua e servizi idrici”. La Proposta di Deliberazione parte dall’assunto che “l'acqua costituisce un bene comune dell'umanità, il bene comune universale, un bene comune pubblico, quindi indisponibile, che appartiene a tutti; il diritto all'acqua è un diritto inalienabile: l'acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti, l’accesso all’acqua deve essere garantito a tutti come un servizio pubblico; la giustificazione con cui si apre l’art. 23 bis del d.l. 112 del 2008, convertito nella legge 133 del 2008, recentemente modificato dall’art. 15 del d.l. 135 del 2009, rappresenta un mero pretesto per far ricadere, strumentalmente, una scelta politica tutta nazionale su un presunto, e insussistente, obbligo europeo; il diritto europeo dei trattati, infatti, lascia liberi gli Stati di decidere se privatizzare o meno (anzi, la neutralità del diritto comunitario rispetto all’assetto proprietario delle imprese è un principio che esiste sin dall’originario trattato di Roma).” Fortunato fa, poi, rilevare che: “Il Governo, sotto il falso pretesto di uniformare la gestione dei servizi pubblici locali ai principi enunciati dalla Comunità Europea, espropria i cittadini, i Comuni e le Regioni di un diritto e di un bene comune com'è l'acqua, per consegnarlo nelle mani delle società private; il Comune di Paterno risulta essere catalogato come “ Comune macrofornitore” per il fatto che dalle sorgenti, ricadenti nel suo territorio, partono per zone limitrofe e collocate sul comprensorio regionale ben circa 700 l./s; il territorio della Val d’Agri, costituendo ampio e generosissimo bacino idrico-imbrifero-fluviale, con l’adduzione delle acque del fiume Agri alla diga del Pertusillo, contribuisce a garantire la maggior parte delle risorse idriche che la Regione Basilicata provvede sistematicamente a conferire alla Regione Puglia, dietro compenso pattuito per svariati milioni di Euro annui”. Alla luce di tali premesse, il Consigliere chiede al Consiglio comunale di Paterno di impegnarsi a: “Riconoscere anche nel proprio Statuto Comunale, integrandolo, il Diritto umano all'acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico; riconoscere anche nel proprio Statuto Comunale che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli Artt. 31 e 114 del d. Lgs n. 267/2000; promuovere nel proprio territorio una Cultura di salvaguardia della risorsa idrica e di iniziativa per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato; sottoporre all’Assemblea dell’Ambito Territoriale Ottimale di Basilicata l’approvazione delle proposte e degli impegni richiamati ed inoltre la sensibilizzazione all’importanza della riduzione dei consumi di acqua in eccesso attraverso informazione, incentivi, nonché attraverso una modulazione della tariffa tale da garantire la gratuità di almeno 50 litri per persona al giorno in aggiunta ad altri 30 litri, in quanto Comune macrofornitore ed appartenente al bacino fluviale dell’Agri”.
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