Questo piccolo blog si affianca al gruppo facebook "Vitamine per paterno: foglio di collegamento fra paternesi nel mondo" che potete trovare linkando qui e nasce a supporto delle idee e delle iniziative che possono rendere ancora più fertile il dibattito civile e politico di Paterno. E' uno strumento a disposizione di tutte/i coloro che - come abbiamo già scritto in passato - abbiano "a cuore il futuro del paese e della sua Valle - che per la loro Città hanno in mente un diverso modello di sviluppo economico e culturale. Le vitamine sono quelle tante/i donne e uomini che sono stati costretti ad emigrare per studio e/o lavoro e che in mente hanno idee nuove da concretizzare in una molteplicità di forme espressive e sociali inedite. Al petrolio che devasta il nostro bel territorio preferiamo l'energia creativa delle forme artistiche e della ricerca scientifica, le uniche che possono valorizzare Paterno, le sue tante tradizioni, ed il lavoro delle/dei paternesi".
Sappiamo da noi che non si vive di sola agricoltura (e meglio di noi lo sanno tutte le migliaia di risorse giovanili che hanno abbandonato negli ultimi decenni il paese e, più in generale, la regione e le regioni del Sud Italia). Ma altrettanto bene sappiamo che la via d'uscita dalla "questione" (meridionale!!) non è affatto svendendo il patrimonio ambientale al miglior offerente questuante ma sovrapponendo alle peculiarità locali (agricoltura, allevamento e capacità all'accoglienza in primis) la valorizzazione dei territori e delle sue risorse umane. Tutto questo significa, quindi, non solo potenziamento del turismo (anche con finalità di recupero sociale: se è vero che nella provincia i legami umani sono, nel bene e nel male, più forti dell'indifferenza di città) tutelando il patrimonio storico dall'invasione del catrame - e, se possibile, abbellendolo come si fa con i salotti di casa propria - ma rendendo la nostra vallata un luogo di ricerca culturale (scientifica in primis). Come si vede, non si tratta di metodologie che si possono improvvisare. E non basta un blog, un gruppo facebook o un'associazione per quanto combattiva, a rimettere in carreggiata un territorio. E' la Politica ed il modo di intenderla che deve cambiare, iniziando dalla difesa e protezione dei beni comuni (e, tra questi, il primo è la capacità delle tante lucane/i di ingegnarsi per trovare soluzioni valide ai problemi della vita. Tuttò ciò significa tesaurizzare in primo luogo le conoscenze di tutte/i e, finalmente, dei tanti laureati: in chimica, in fisica, in matematica, nelle belle arti, in archeologia, ecc.., ma anche degli artisti in generale, dei letterati, dei poeti, degli archeologi, degli astronomi, ecc..) dando ad esse uno sbocco strutturato che vada oltre la sagra di paese e l'occasione estemporanea. Dall'appuntamento volenteroso bisogna passare all'elaborazione organica di processi integrati e permanenti, che autoproducano conoscenza che arricchisce (dentro, a livello culturale; fuori, a livello di possibilità occupazionali).
Viviamo nell'epoca del lavoro cognitivo, delle energie eco-compatibili . Ma a tante/i, in questa Italia del 2009, ancora sfugge il concetto. Chiediamoci perchè!
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