lunedì 14 settembre 2009

Discarica abusiva sulla Paterno - Padula

Nonostante il passare del tempo, nulla è cambiato. Circa cinque mesi or sono, dalle pagine di questo giornale, denunciammo la presenza di un massiccio abbandono di rifiuti, all’altezza del chilometro 3 della strada provinciale Paterno – Padula, in un terreno scosceso fiancheggiante una stradina comunale che porta al rione Chiusulelle. In quell’occasione evidenziammo come tra le verdi e ridenti ginestre risaltassero materassi in disuso, calcinacci, pneumatici usurati, copertoni, carcasse di elettrodomestici, beni durevoli inerti, materiale da costruzione, rifiuti prodotti da attività artigianale e, dulcis in fundo, addirittura strisce di lapidi marmoree. Con sommo rammarico, ed un pizzico di sfiduciato svilimento, ci tocca notare che non si posto rimedio all’increscioso scenario, reso ulteriormente degradato e nauseabondo dalla presenza di un’aria maleodorante – per usare un simpatico eufemismo – che porta a ritenere possibile se non certa la presenza, nell’area in questione, di qualche animale in putrefazione. Corre l’obbligo di ricordare che la legislazione attuale (art. 192 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale)) vieta “l’abbandono ed il deposito incontrollato di rifiuti sul suolo e nel suolo”. La differenza tra il semplice abbandono di rifiuti e la discarica abusiva sta, secondo la prevalente giurisprudenza, nel fatto che il primo è assolutamente occasionale, il secondo ripetuto e abituale. In tema di abbandono il Decreto Ronchi vuole che “i rifiuti di qualunque provenienza o natura che sono rinvenuti giacenti su strade ed aree pubbliche o su strade o aree private, che sono comunque soggette ad uso pubblico, sono considerati rifiuti urbani. Conseguentemente tali rifiuti devono essere raccolti ed allontanati dal Comune (o dall’Ente gestore individuato dal Comune), il quale dovrà anche provvedere ad individuare i responsabili, per le sanzioni del caso e per le spese sostenute”. Il confine tra il semplice abbandono di rifiuti e la discarica abusiva, spesso, è molto labile e sfugge ai rigidi criteri di classificazione o di categorizzazione. Lo stesso caso in questione sembra non potersi prestare ad agevole interpretazione. Sta di fatto che, al di là di ogni artifizio giuridico-legislativo e stilistico, anche nelle piccole, incontaminate realtà si continua deprecabilmente ad inquinare e ad oltraggiare il territorio nel silenzio più acuto e mortificante.

Nuario Fortunato
Fonte: Il Quotidiano della Basilicata – Settembre 2009

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